Asia, Nepal

La Valle di Kathmandu

La valle di Kathmandu è la regione con la più alta concentrazione al mondo di patrimoni UNESCO. 

Namaste!

Secondo la leggenda la valle fu creata dalla divinità buddista Manjushri che prosciugò un lago sacro con la sua spada di fuoco. Secondo i geologi invece, circa 10.000 anni fa, la catena montuosa dell’Himalaya deviò i fiumi che alimentavano il lago (che effettivamente si trovava in questa valle), portando dunque alla sua scomparsa. 

La valle diventò una zona cruciale per i commerci fra l’India e il Tibet e raggiunse il suo periodo di massimo splendore fra il XII e il XV secolo sotto il regno dei Malla. L’architettura, l’arte e la cultura della zona sono principalmente associate all’etnia Newari.

Vista di Kathmandu da Swayambhunath

Un tempo (non troppo lontano) la valle era piena di campi di riso ed era chiaramente divisa in tre provincie: Kathmandu, Bhaktapur e Patan. Oggi si tratta di un agglomerato urbano di circa 2 milioni di abitanti. 

Il Nepal odierno è caratterizzato da uno stile di vita unico e da una religione ibrida in cui buddismo e induismo si fondono, conseguenza dell’incrocio di diverse civiltà e culture durante secoli e secoli.

Celebrazioni durante la festa del Dashain

Nel 2015 un terremoto devastante ha colpito la zona, uccidendo migliaia di persone e distruggendo villaggi e monumenti storici. A cinque anni dalla tragedia il popolo nepalese sta ritrovando la pace mentre i restauri procedono a ritmi intensissimi e sono quasi terminati. 

Abbiamo dunque avuto la fortuna di poter ammirare i 7 patrimoni dell’Unesco nel loro splendore.

Kathmandu

La capitale del Nepal è un concentrato di odori, suoni e colori, a volte talmente intensi da voler scappare… ma vale la pena restare qualche giorno per scoprire i dintorni e visitare la meravigliosa Piazza Durbar.

Purtroppo in questo altare si fanno sacrifici di animali per placare l’ira di Bhairab

Swayambhunath

Lo spettacolare Tempio di Swayambhunath, conosciuto anche come “Tempio delle scimmie” per ovvi motivi, è un chiarissimo esempio della fusione tutta nepalese fra induismo e buddismo.

Si trova su una collina raggiungibile a piedi da Kathmandu con una bellissima vista sulla città.

Bodhnath

Non lontano da Kathmandu si trova lo stupa di Bodhnath, il più grande dell’intero continente asiatico.

Migliaia di pellegrini  si riuniscono ogni giorno intorno a questo gigante bianco sotto lo sguardo attento del Buddha. Si tratta anche di un luogo di culto importantissimo per i monaci tibetani che vivono da rifugiati nei monasteri intorno.

Pashupatinath

Il tempio induista più importante del paese è dedicato a Shiva nella sua versione di Dio degli Animali (Pashupati), e si affaccia sul fiume sacro Bagmati. Come nel Gange, anche qui si disperdono quotidianamente le ceneri dei corpi cremati sulle pire del lungofiume.

Un gran numero di pellegrini si riunisce ogni pomeriggio al tramonto per partecipare all’incredibile cerimonia religiosa, con rituali, preghiere, canti e danze. Un spettacolo da non perdere.

Patan 

Una volta città-stato indipendente, Patan è oggi quasi un sobborgo di Kathmandu.

Molti locali continuano a chiamarla con il suo nome originale Lalitpur, ovvero città della bellezza. Nome meritatissimo, data l’incredibile collezione di templi racchiusi nella stupenda Piazza Durbar.

Bhaktapur

A un’ora da Kathmandu si trova la terza città-stato medievale, un gioiello che a quanto pare ha subito danni gravissimi con il terremoto del 2015.

Quando noi l’abbiamo visitata i lavori di restauro erano quasi terminati e le tre piazze storiche principali potevano essere ammirate in tutto il loro splendore.

Changu Narayan

Last but not least: il Tempio di Changu. È il settimo sito storico patrimonio dell’Unesco a cui noi siamo particolarmente affezionati dato che lo abbiamo visitato una decina di volte! No, non siamo diventati induisti 🙂

Purtroppo non abbiamo fatto foto al tempio… Troppe distrazioni in zona 😉